16’ Corriamo intorno all’abazia   21/05/2017

 

Bellissima giornata di sola a Cassino dove ha ospitato i circa 500 atleti per la 16’ edizione corriamo intorno all’abazia. Ad aggiudicarsi l’ambito trofeo è stato l’atleta Visci Marco cat Senior che corre con i colori dell’atletica Vomano Gran Sasso con il tempo di 30’44’’. Nell’ambito femminile L’atleta di casa Colatosti Chiara atletica fava con il tempo di 39’13. Cinque i Pentrini ad essere presenti: Gargano Rossella che alla sua seconda gara chiude in 59’51 piazzandosi al 10 posto di categoria e 407 esimo posto assoluta alla media di 5’58’’ al km;  Angiolilli Alba piazza l’ennesimo posto sul podio della sua categoria fermando il crono in 53,57 , terza di categoria e 358 esima assoluta alla media di 5’25 al km. Virginillo Nicola ferma il suo crono in 40’06’’ piazzandosi al 83 esimo posto assoluto e 14’ di categoria alla media di 4’01’’ al km; Di Rienzo Andrea che incomincia ad ingranare ferma il suo crono in 41’55’’ piazzandosi al 124 esimo posto assoluto e 21’ esimo di categoria alla media di 4’12’’ al km; Riggione Adriano in una forma non perfetta per problemi fisici ferma il suo crono in 46’03’’ piazzandosi al 224’ posto assoluto e 40esimo di categoria alla media di 4’36’’.

 

Capriati al volturno   21/05/2017

 

Nella splendita cornice del matese  si è disputata la gara podistica di 8km  e 18 km. Ad essere presente due pentrini:alla 18 km Antonio Gianfrancesco  piazza un secondo posto assoluto dietro all’atleta di Venafro Vendittuoli  e guardandosi le spalle da un prestigioso terzo posto del nostro amico Sergio Lanzilli al suo rientro in gara dopo alcuni problemi fisici. Mentre nella 8 km si fa strada Capocci Raffaele che rientra dopo un lungo periodo di digiuno dalle gare che porta a termine la sua prova in meno di 40’.

 

 

 

Rimini Marathon 30/04/2017

Si è conclusa la 4' edizione della Rimini marathon con il successo di Daniele Meucci. Tipica giornata estiva che ha influito sul rendimento di tutti gli atleti. Circa 4000 al nastro di partenza tra cui il nostro presidente a spegnere la sua 117 candelina in fatto di presenza in maratona: chiude la sua prova in 4h11.

Atessa 25/04/2017

La bellissima giornata piena di sole ha visto al nastro di partenza di Atessa circa 250 Atleti sul percorso al quando tecnico per i suoi continui sali e scendi: presente il nostro presidente che chiude in 45 netti

 

44 Pedagnalonga Latina 23/04/2017 

Si è svolta la 44’ edizione della Pedagnalonga di 21 km a Borgo Hermanda tra Latina e Terraccina. Circa 900 gli atleti di cui ad imporsi tra i Big è stato l’atleta del Runners Team Colleferrro Romano Marco M40 a chiudere con il tempo di 1h12’10’’ mentre tra le donne l’atleta di casa della società Avis Priverno Andreoli Roberta con 1h34’43’’. Ad essere presente anche tre Pentrini:  Matrunola Antonio che chiude in 1h42’09’’ piazzandosi al 296’ posto assoluto e 36’ di categoria lasciando il suo compagno di squadra al 15 km con una progressione da vero finischer: Virginillo Nicola chiude con il tempo di 1h47’01’’ piazzandosi al 379 posto assoluto e 67’ di categoria; Neri Antonio chiude con qualche acciacco fisico in 2h16’38’’. A dire il vero la ½ maratona era prettamente un cross cauntry dove vedeva impegnati gli atleti in percorsi sterrati e asfaltati: comunque ne è valsa la pena farsi abbracciare dal bellissimo scenario del circeo con il mare sullo sfondo. 

 

 Vasto 22/04/2017 correre per vivere

Circa 300 atleti hanno preso parte alla bellissima gara svoltasi nel centro storico di Vasto: 3 i giri da fare per un totale di 9 km tra cui il mitico passaggio sul bel vedere di Vasto. Presente il nostro presidente che chiude la sua prova in 42'12''

 

32' Half marathon Budapest vivicittà 09/04/2017 

Si è conclusa la Half Marathon di Budapest facente parte del circuito della vivicittà. Circa 7000 atleti hanno preso parte ai 21 km di cui ad aggiudicarsi la prima piazza è stato l’atleta di casa Nasch Dan classe 1994 Ungherese con il tempo di 1h.06’50’’.Nel campo femminile è stata l’atleta della Gran Bretagna StaicuSimona classe 1971 a chiudere in 1h21’43’’. La trasferta europea ha portato ben 90 italiani tra i 7000 partecipanti di cui il primo è stato Rosa Marcello classe 1965 con il tempo di 1h19’49’’ mentre la prima donna italiana è stata l’atleta Monacizzo Simonaclasse 1981 con il tempo di 1h31’58’’. Ad essere presenti anche un pezzo di molise con Labbate Giovanni presidente dell’ atletica Agnone classificatosi con il tempo di 2h02’45’’ al 2871’ posto della classifica assoluta e 48’ degli italiani  e Virginillo Nicola presidente del RunningPentriaclassificatosi al 889’ posto della classifica assoluta in 1h43’42’’ e 22’ degli italiani. LabbateGiovanni classe 1949 è riuscito a portare a casa  n. 2 iscrizioni premio per l’anno 2018. Presente anche Palomba Gianluca neo atleta iscritto alla 10 km rinunciando all’ultimo momento per problemi muscolari: un plauso all’accompagnatore Ettore Fiorito distintosi come sempre per la sua cordiale collaborazione e assistenza. Arrivederci al prossimo 2018.

 

 

 

23’ edizione maratona di Roma  03/04/2017

Si è conclusa la 23 edizione della maratona di Roma sotto una pioggia incessante: a tratti sembrava che il meteo dava tregua ma subito dopo rincominciava a piovere. Sicuramente ha influito positivamente sui real time di tutti i partecipanti. A tagliare per primo il traguardo è stato l’atleta algerino Tola shuraKitata appena ventenne che ferma il suo crono in 2h07’28’’. Nel campo femminile sempre di nazionalità algerina l’atleta ChotaRahna Tusa che ferma il suo crono in 2h27’21’’. Primo degli Italiani è stato l’atleta NasefAhamed in 2h16’39’’ mentre il secondo degli italiani  Buccilli Carmine in 2h19’34’’

 

Tanti molisani tra i 16.000 atleti tra cui il primo molisano è stato il nostro Riggione Adriano che riesce a fermare il suo crono in 2h56’40’’ alla media di 4’10’’ al km classificandosi al 216’ posto della classifica generale e 10’ di categoria migliorandosi di 1’53’’ dal real time del 2015:  sicuramente le aspettative erano ben altre ma considerando il fermo obbligato dello scorso anno e alcuni acciacchi nulla da dire alla prestazione che fa ben sperare per il futuro. Gianfrancesco Raffaele ferma il suo crono in 3h21’04’’piazzandosi al 1279’ posto assoluto e 150’ di categoria; Antonio Gianfrancesco ferma il suo crono in 3h28’51’’ piazzandosi al 1991’ posto assoluto e 394’ di categoria; Nicola Virginillo imposta la sua gara alla media di 5’30’’ al km chiude in 3h55’56’’ piazzandosi al 5478’ posto assoluto e 763’ di categoria;FrancescoMarchione che ha fatto da cicerone al suo compagno di squadra Antonio Angelone che ha corso per la prima volta la maratona ha chiuso in 4h28’56’’ piazzandosi al 9558’ posto della classifica generale e 1061’ di categoria dando sfogo negl’ultimi km a sui ritmi lasciando il compagno d’avventura in balia del suo destino; Antonio Angelone ferma il suo crono in 4h44’04’’ piazzandosi al 10831’ posto assoluto e 1153 di categoria: dopo la gara Antonio  ha telefonato ringraziando tutti noi perché la maratona gli ha regalato delle emozioni forti al tal punto che  ha pianto per la gioia di esserci riuscito. Ebbene Antonio siamo tutti noi che ringraziamo te per aver creduto in te stesso. Nulla è impossibile. Per finire il nostro grande Antonio Neri che chiude la sua sofferta maratona in 5h51’29’’ piazzandosi al 12950’ posto assoluto e 1753’ posto di categoria. Negl’ultimi km ha sofferto per crampi che hanno pregiudicato il real time finale ma non ad  arrendersi e portare a termine la sua terza maratona. Grande Antonio. Da citare  anche il nostro Andrea Di Rienzoromano Doc che come tutti sappiamo ha dovuto rinunciare alla maratona per problemi fisici ma è voluto essere presente alla Fan To Rome di 4 km e da supporto a tutti noi.Lanzilli Sergio assente gli auguriamo tutti noi una pronta guarigione. Un ringraziamento alle famiglie accompagnatrici di questa avventura capitolina che speriamo il prossimo anno di essere sempre più numerosi.

 

 

 

Martinsicuro 19/03/2017

 Giornata piena di avvenimenti e successi per il Running Pentria alla sua prima uscita stagionale. Si è corsa la mezza maratona di Martinsicuro e la 11km e100mt. A farla da padrone nella 11 km è stato l’atleta Merselletti Mauro cat assoluti che  corre con i colori della ITA Atletica Recanati  ferma il suo crono in 37,38’. In campo femminile è stata l’atleta Monachese Rosalba che corre con i colori della polisportiva S.Salvo e ferma il suo crono in 46,16’. Ad essere presente tra le fila del Running Pentria Alba Angiolilli che ferma il suo crono in 1h01’49’’ piazzandosi al 244’ posto assoluto e 3’ di categoria. Debutto più che positivo per la neo atleta Gargano Rossella che ferma il suo primo crono in 1h09’09’’ piazzandosi al 286’ posto della classifica assoluta e 19’ di categoria.

Nella 21 km 0,95mt 

grande vincita in piena cadenza solitaria è stato l’atleta Biniyam Senibeta che veste i colori della Atletica Vomano gran Sasso che ferma il suo crono in 1h08’24’’. Nel campo femminile la fortissima atleta Mancini Marcella che veste i colori della Ita Marà avis Marathon che ferma il suo crono in 1h27’34’’. E tra le file del Running Pentria   sono stati presenti ben 5 atleti: il grande Adriano Riggione che piazza un bel 13’ posto assoluto e primo di categoria  ferma il suo crono in 1h22’22’’ che in vista della prossima Maratona di Roma si ritiene abbastanza soddisfatto del test che però non soddisfa il suo coach. Secondo di Categoria e 19’ Assoluto il matador Gianfrancesco Raffaele che ferma il suo crono in 1h29’16’’. Ottimo risultato per il nostro Matador prossimo anch’esso alla maratona di Roma. Gianfrancesco Antonio rivelazione di questo inizio stagione che a metà gara và a riprendere il suo compagno di squadra Raffaele per poi giocarsi il piazzamento negl’ultimi metri chiude in 1h29’28’’ piazzandosi al 20’ posto assoluto e 4’ di categoria. Virginillo Nicola piazzatosi al 60’ posto assoluto e 12’ di categoria ferma il suo crono in 1h43’49’’. Antonio Neri in via di ripresa da un periodo buio è in netta risalita riuscendo a fermare il suo crono in 2h10’01’’. Si riscatterà alla maratona di Roma scrivendo il suo nuovo real time. Compagni di viaggio e aggregazione di pura amicizia sportiva sono stati presenti con il Running Pentria anche il grande Labbate Giovanni dell’atletica Agnone che in vista del suo prossimo appuntamento dell’9 aprile alla mezza maratona di Budapest ferma il suo crono in 2h04’07’’ piazzandosi al 100’ posto assoluto e 6 di categoria. Altro compagno di avventura Lanzilli Sergio che purtroppo ha dovuto abbandonare la gara al 7 km per problemi. Tutti noi gli auguriamo una pronta guarigione.

Da Lisbona    21.095

 fa sentire il suo fiato anche il nostro Atleta di casa Matrunola Antonio partito con una compagine dell’Atletica Venafro che tra i 20.000 partenti ferma il suo crono in 1h41’38’’. Complimenti ad Antonio visto che non la voleva nemmeno correrla e  a tutto il gruppo di Venafro.

 

 

Treviso marathon  05/03/2017

Una domenica  fredda e piena di vento sono stati i principali protagonisti della maratona di Treviso che ha visto ai nastri di partenza della half marathon 21km e maratona circa 4000 atleti. A farla da padrone è stato l’italianissimo La Rosa Stefano  con il tempo di 2h12 mentre nel campo femminile l’atleta Liawga Lucy con il tempo di 2h50. A rappresentare la Pentria c’era il nostro portacolori Andrea Mazzocco originario di Cerro al  Volturno e radicato a San Donà di Piave che condivide la passione con il running con i colori molisani. Ferma il suo crono in 3h22 migliorandosi nettamente di ben 12 minuti. Grande Andrea.

 

 

28 maratonina di Centobuchi km 21.095   19/02/2017

 

In 587 atleti si è corsa la 28* maratonina di Centobuchi in provincia di S.Benedetto del Tronto. A farla da padrone e’ stato l’atleta tesserato per l’atletica vomano gran sasso Adugna Benyani Sinibeta con il tempo di 1h. 10.36 mentre nel campo femminile la campionessa Marcella Mancini della società ITA avis MArathon con il tempo di 1h.24.17. Presenti anche una fetta di molise: quattro atleti del Running Pentria che  hanno ben figurato con Riggione Adriano al suo test post maratona che ferma il suo crono in 1h.23.52 alla media di 3.58 al km piazzandosi al 43* posto assoluto e 2* di categoria SM50 – Secondo della società non poteva essere che il nostro Raffaele Gianfrancesco che ferma il suo crono in 1h29.20 alla media di 4.13 al km piazzandosi al 113 posto assoluto e 13 di categoria SM 50 – Terzo della società Gianfrancesco Antonio che ferma il suo crono in 1h29.32 alla media di 4.13 al km classificandosi al 115* assoluto e 25° della sua categoria SM45 – Il presidente anch’esso alla prova con il suo testo post maratona che chiude in 1h46.35  alla media di 5.00 al km classificandosi al 382° posto assoluto e 55 di Cat SM50. Da sottolineare la grande prestazione di Riggione che ci fa ben sperare alla prossima maratona di Roma in un treal time impeccabile. Poi i cugini Gianfrancesco che si sono dati battaglia sempre in vista della mitica maratona di Roma che si terrà il 02/04 nel test post maratona affrontando la gara di stamane gomito a gomito fino all’ultimo km dove poi l’ha spuntata il grande Raffaele dando 10° al suo ormai rivale Antonio. Pensate se era presente anche il povero Gianfrancesco Fernando , assente per recuperare l’infortunio capitatogli alla maratona di Firenze corsa nel novembre 2016 al quale tutti noi gli auguriamo una pronta guarigione per tornare sui campi di battaglia.

 

 

 

½ Maratona di Napoli: mostra d’oltre mare 05/01/2017

Domenica 05/02/2017 alle h. 9.00 è partita la Napoli city marathon di 21km 095mt che ha visto i 3811 atleti giungere all’ambito traguardo posto alla mostra d’oltre mare sito zona Stadio S.Paolo. A farla da padrone è stato il keniano Tarbei  Philip Kibungei che ha fermato il suo crono in 1h.01.21 mentre nel campo femminile si è imposta l’atleta della republica cieca Vrabcova Eva che ha fermato il suo crono in 1h11.54. Tra i 3811 atleti partecipanti e provenienti da tutto il mondo c’erano anche due nostri Pentrini:  Gianfrancesco  Raffaele cavallo di battaglia del Running Pentria che ha chiuso in 1h30’45’’piazzandosi al 408’ posto della categoria assoluta e 48 esimo della sua categoria. Antonio Gianfrancesco che ha stupito se stesso e un po tutti noi ha chiuso in 1h30’45’’ piazzandosi al 409 posto della classifica generale e 74 della sua categoria. Come accennato, ha stupito se stesso perchè non si aspettava nemmeno lui una performans come quella di oggi e poi dopo il 12 km visto che viaggiava con il suo compagno di squadra Raffaele che pian piano lo lasciava perche quest’ultimo cercava di scandire un ritmo più sostenuto, Antonio riusciva a cambiare marcia per poi raggiungere il suo compagno di squadra che ormai lo aveva staccato e negl’ultimi km  lo affiancava per tagliare insieme il traguardo.                        Complimenti da tutti noi.

  

Contrattura al polpaccio

Contrattura al polpaccio - A.S.D. Running Pentria

Capita spesso nelle mie settimane lavorative di massaggiare atleti che hanno problemi muscolari relativi alla muscolatura dei polpacci o più precisamente tricipite surale, dopo le competizioni domenicali dove l’impegno muscolare è decisamente maggiore rispetto alla settima di allenamento appena terminata.

In genere la sensazione di dolore che  viene descritta dai miei pazienti è abbastanza comune con dolorosità al tatto, difficoltà a flettere il piede dorsalmente e senso di pesantezza nella deambulazione con difficoltà a stare sugli avampiedi e a scendere le scale.

La funzione di questi muscoli è quella appunto di flettere il piede per permettere l’avanzamento durante la corsa,quindi provate solo ad immaginare quante volte il piede durante la giornata si flette e soprattutto in una gara di corsa  con che velocità e intensità si flettono i nostri piedi per portarci in avanti.

Le indagini preliminari da fare su un podista riguardano: L’ analisi posturale dove vengono indagate tutte le possibili componenti dell’appoggio del piede che possono in qualche modo influenzare la spinta del piede durante la corsa, dopodiché si valuta il consumo delle scarpe,se sono ancora valide come ammortizzazione (quindi durata di vita della scarpa)e soprattutto se c’è una componente maggiore di consumo in pronazione o supinazione . Quest’ ultima valutazione è fondamentale per capire quali sono i compartimenti muscolari maggiormente sollecitati durante la corsa.

Una volta fatte queste valutazioni preliminari si cercano manualmente le zone del polpaccio che risultano più dure al tatto dopodiché si decide quale  procedura e  tecnica manuale migliore con cui procedere per massaggiare.

Per esperienza personale trovo utile il massaggio di tipo trasverso dove il paziente atleta viene informato del dolore che potrebbe sentire in seduta, Trovo utile anche applicazione a fine seduta del kinesio taping che completa il lavoro del massaggio decontratturante con un’azione decompressiva continua.

Come elettromedicale a parere mio sarebbe consigliabile un breve numero di tecar ove necessario quindi non sempre!

Altro aspetto fondamentale per il podista è la ripartizione del carico post contrattura, io consiglio sempre di riprendere a correre in modo molto tranquillo con una durata di tempo dimezzata rispetto ai carichi quotidiani almeno fin quando il dolore e la libertà dei movimento del piede non viene finalmente ripristinata.

Conclusioni finali:

anche in questo caso il lavoro di team composto da preparatore atletico, massaggiatore e fisioterapista gioca un ruolo fondamentale in quanto un atleta ben seguito con ripartizione di carichi di allenamento adeguati e pronta “manutenzione” dei muscoli, riuscirà a togliersi qualche soddisfazione senza dover ricorrere ai ripari in seguito ad un infortunio.

Buona corsa a tutti.

Fascite plantare da Podisti .doc

Fascite plantare da Podisti .doc - A.S.D. Running Pentria

Sembra sempre tutto normale e naturale quando la mattina suona la sveglia,ci si alza dal letto e presi dalla fretta si calzano le scarpe e subito via a correre, può capitare però che questa routine venga bruscamente interrotta dalla fascite plantare che una notevole percentuale di podisti ha purtroppo sperimentato almeno una volta nella sua carriera di corsa.

I piedi durante la corsa subiscono innumerevoli traumi che vanno dal salire e scendere marciapiedi,affrontare strade non sempre con suolo regolare,salite,discese e quant’ altro, tutti questi fattori insieme ad alterazioni delle catene cinetiche muscolari producono nel tempo un’infiammazione a livello del legamento arcuato posto tra il calcagno e la base delle dita.

Il dolore della fascite in genere si manifesta la mattina al risveglio con difficoltà a flettere dorsalmente il piede e un forte dolore nella zona postero mediale del calcagno. Questo dolore può arrivare fino a causare una forte zoppia che in genere dopo 5 o 10 minuti si riduce  permettendo all’atleta di poter camminare quasi bene. Per quanto riguarda la corsa il meccanismo è più o meno simile,tranne nelle fasi acute in cui il dolore è talmente forte da causare anche lo stop obbligatorio dopo pochi minuti dall’inizio della seduta di allenamento.

Il decorso della fascite plantare è piuttosto lungo e può durare anche diversi mesi se si sceglie di effetturae un riposo attivo o semplicemente trascurare il problema.

Come si può curare?

La prima cosa da fare per un atleta con questa problematica è  fermarsi o ridurre i km di allenamento almeno nella fase acuta. La  ripresa degli allenamenti deve essere progressiva iniziando dal correre pochi km  a ritmo tranquillo per ridurre gli impatti il più possibile e alternare cammino a corsa per pochi minuti e preferibilmente su percorso erboso oppure su percorso con asfalto regolare.

Negli atleti che ho potuto seguire con questo problema, ho trovato utile far un’indagine oltre  che sul dolore, a  360 gradi e cioè valutare tutte le componenti posturali e strutturali che potrebbero aver portato a tale infortunio. Spesso ho riscontrato una grande rigidità a livello della muscolatura posteriore degli arti inferiori quindi di ischio crurali e tricipiti surali.

Quindi il primo lavoro è stato allungare questi gruppi muscolari ripristinando le caratteristiche elastiche e funzionali per poi lavorare con massaggio trasverso direttamente sul problema.

All’atleta ho chiesto di fare più stretching aggiungendo esercizi di allungamento aiutandosi anche con un elastico inserendo almeno una volta a settimana una seduta di stretching propriocettivo per i piedi.

Le linee guida in ambito riabilitativo indicano riposo ghiaccio e terapia strumentale e in alcuni casi bendaggio funzionale ma noi sappiamo bene cosa significhi per un podista dirgli di stare fermo per un tempo indeterminato che va dal mese a circa sei mesi.

Altro accorgimento importante per il podista è controllare spesso l’usura delle scarpe che negli ultimi anni  sembrano finire la loro efficienza a circa 700-800 km. Un’ usura eccessiva della scarpa porta ad esaurire la struttura ammortizzante che limita gli effetti dell’urto del piede al suolo in fase di appoggio.

Quest’ ultimo  insieme ad una corretta ripartizione dei carichi di allenamento sono solo alcuni dei tanti accorgimenti che il podista può avere per cercare di mantenere una corsa sempre efficiente col minor danno fisico possibile. Come dicevo all’inizio la sensazione di dolore che inizia dalle prime ore del mattino per protarsi tutto il giorno, corsa compreso,non  fa piacere a nessuno.

L’Infortunio: quando il dolore non è solo Fisico

Tutti coloro che si cimentano in un’attività sportiva, sono andati incontro, almeno una volta nella vita, a problematiche di ordine fisico di diversa gravità.

L’infortunio, infatti, è un incidente che può avvenire in seguito a carichi gestiti male o ad indebolimenti organici, si tratta in genere di un segnale forte che il corpo manda alla sede centrale (cervello) per avvisarla che qualcosa si è rotto, che un equilibrio è andato in frantumi.

Adesso cosa sia un infortunio ed in quante tipologie si può classificare, bene o male possiamo intuirlo un pò per conoscenza diretta e un pò per esperienza. Sappiamo tutti infatti cosa sia uno strappo o una rottura di un legamento (almeno per sentito dire), però pochi sanno cosa avviene a livello mentale in termini di umore ed autostima.

Cosa accade alla mente di una persona che si infortuna?

Beh è una domanda dalla non unica risposta, prima di tutto occorre stabile di quale infortunistica si tratta e di che gravità sia: un danno organico che richiede un intervento chirurgico sarà assorbito dalla persona con maggiore preoccupazione circa la propria salute e la successiva ripresa sportiva, parimenti, una lesione minore che implica l’uso di terapie conservative o che rientra in un quadro di recupero a breve distanza, susciterà reazioni di maggiore ottimismo.

Fin qui, mi sembra che dovremmo concordare tutti!

Ma cosa accade veramente nell’uno e nell’altro caso allo sportivo?

La prima reazione che si può osservare spesso, è la negazione del problema, la persona infatti, pur consapevole di aver subito un danno, lo nega come se esso non fosse presente, continua ad allenarsi, ignora eventuali gonfiori o malesseri legati al problema fino a quando il dolore diventa insopportabile tale da richiedere l’intervento di figure professionali specifiche.

Negare, in questi casi, serve alla mente per difendersi da quello che potrebbe succedere e che sa accadrà realmente quando si farà scivolare via il velo che ci separa dalla realtà, si tratta di un modo per difendersi dall’ovvio e per ritardare il doversi sobbarcare del problema in prima battuta.

Quando, ci si trova, invece, di fronte ad atleti con una storia di sport alle spalle, l’atteggiamento è diverso, in questi casi l’infortunio, per quanto maggiormente atteso e allo stesso tempo sperimentato, può diventare un vero e proprio malessere psicologico (questo può succedere anche agli amatori ma con modalità diverse che di seguito spiegherò).

L’atleta di elite, è una persona che ha strutturato la propria identità su quello che fa, quindi il gesto atletico diventa uno dei suo tanti modi per esprimere se stesso.

L’impedimento alla pratica sportiva in seguito ad infortunio, determina non solo un forte calo motivazionale ma anche una seria e profonda preoccupazione circa la propria ripresa agonistica ai livelli di sempre e questo come si può ben intuire, ha dei pericolosi risvolti per tutto l’impianto psicologico/identitario della persona.
Non tralasciamo neanche di dire che in questi casi, la persona vive di quello che fa, quindi oltre al danno fisico e psicologico, c’è anche un danno lavorativo, per questo l’insorgenza di depressione e scarsa autostima in questi atleti è maggiore rispetto a coloro che praticano sport per divertimento o svago.

Quando l’infortunio, è diventato un cancro che abbatte le difese dell’autostima del soggetto, stiamo di fronte ad una patologia non più organica bensì mentale che può essere approcciata in vari modi, uno di questi, che reputo molto valido, fa uso della PNL (programmazione neurolinguistica).

Attraverso una serie di prove guidate dallo psicologo, l’atleta pian piano riesce a riappropriarsi non solo degli schemi mentali inerenti il gesto atletico ma anche della relativa motivazione a farli, incrementando così, di volta in volta, il valore della propria autostima.

Si tratta di sessioni abbastanza complesse in cui si chiede alla persona di immaginarsi in una situazione agonistica e di pensarsi invece come semplice spettatore per valutare insieme le differenze sia emotive che fisiche.

La PNL oggi giorno è molto usata in diversi ambiti di vita e c’è anche purtroppo scarsa attenzione per chi maneggia certi materiali, di norma questo lavoro dovrebbe essere ad appannaggio degli psicologi, però sovente capita che si sente parlare di PNL fatta da “motivatori” (li virgoletto perchè per me non è una categoria professionale riconosciuta), quindi esorto alla massima attenzione quando vi riferite a certe sfere di intervento.

Per quanto riguarda invece l’infortunio all’atleta amatoriale, c’è da dire che l’incidenza di perdita di fiducia e stima in se stesso, è più bassa, una quota c’è sempre, però è minore, diventa patologia, però, in tutte quelle persone che fanno discendere il proprio valore dall’attività sportiva praticata.

In questi casi l’infortunio viene vissuto come una punizione, una pena ingiusta, uno stop forzato che fa innervosire, quindi potrebbero verificarsi atteggiamenti collerici etero ed auto rivolti capaci di guastare anche le relazioni affettive intrattenute con partner, parenti o amici.

Non esiste una cura contro l'”ingiustizia percepita”, esistono invece, tecniche di rilassamento tipo training autogeno capaci di riportare un pò di equilibrio in un organismo scosso da un evento non previsto.

Il senso di un infortunio non risiede nel danno in sè ma nel significato che la persona gli attribuisce, vien da sè che chi ha un panorama ristretto con scarse risorse reagirà in un modo chi invece, ha interessi e reti di sostegno vuoi familiare o amicale, reagirà in un altro.
La psicologia dello sport non cura ma sostiene le persone nel loro momento di difficoltà ecco perchè è importante affidarsi a professionisti qualificati che sanno cosa maneggiano ma sopratutto sanno cosa fanno.

La paura di non farcerla da Podisti.doc

Si soffre spesso di ansia che si presenta con palpitazioni e tremore delle mani. La paura di non farcela può portare a pensieri negativi e alla successiva ansia.

In questi casi è importante focalizzarsi sul respiro, fermarsi ed osservare quello che succede ascoltando il respiro, pian piano il respiro rallenta, si può osservare la diminuzione delle palpitazioni e del tremore delle mani.

Poi si può passare alla paura di non farcela, cercando di far leva sull’autoefficacia personale ed in particolare su esperienze passate di benessere oppure di riuscita in qualche campo. Si può ricordare quali erano le sensazioni sperimentate in passato in concomitanza del senso di benessere oppure di riuscita.

La paura di sbagliare e di non essere all’altezza può causare ansia, stress e aggressività verso tutti.

E’ importante individuare quali sono gli aspetti importanti da potenziare per prevenire o gestire le sensazioni di ansia, di paura, di non riuscire.

Quando ci si trova in queste situazioni, si può tendere a non parlarne.

Importante è esprimere in diversi modi e con diverse modalità quello che si sente, la propria sofferenza, il proprio dolore, disagio. Mezzi di espressione possono essere, la scrittura, il disegno, la drammatizzazione, parlarne con persone di riferimento o professionisti dell’aiuto.

Aneddoto di Jodorowsky (1): “Preoccupato, Isan chiese a suo maestro Gyosan:

“Maestro, la vita mi preoccupa. Mi sento inondato dalla sua molteplicità. Milioni di cose mi vengono addosso e mi attraggono. Ne sono invaso. Questo mi fa disperare.”

“Non ti preoccupare. La tua percezione non può captare più di una cosa per volta. Perciò è inutile che ti preoccupi in anticipo. Vivi ogni cosa nel momento in cui si presenta, esso è unico. Non è tutti gli oggetti. Accettalo per quello che è e vivilo. Non esistono milioni di istanti da vivere. Non esiste altro che l’istante presente. Gli altri verranno dopo. Sono in cammino per trasformarsi nell’istante presente, ma se rimani calmo e tranquillo, senza metterti a fare troppe elucubrazioni o farti prendere dall’ansia, verranno uno dietro l’altro e la tua vita scorrerà serena.”

Ci sono attività che aiutano in questa presa di coscienza emotiva, fisica, corporea e mentale, quali le passeggiate, le camminate, la corsa lenta e la meditazione, sono attività che sembrano una perdita di tempo ma aiuta a rinforzare la mente ed anche a preparare il fisico.

Sarebbe necessario avvicinarsi, frequentare persone, maestri che ti possono indicare una strada, un percorso da seguire, che include autoconsapevolezza, calma, meditazione, attesa, preparazione, senza richiedere tutto e subito. Il percorso è duro ma come tutte le cose che si vogliono ci vuole impegno, determinazione, costanza e resilienza, ogni volta che capita che si devi dal percorso non bisogna preoccuparsi, succede, è importante riprendere la strada giusta.